I TRE BANDHA
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Bandha significa letteralmente chiusura: è il controllo di una zona, che attraverso una chiusura, un blocco, porta a un’apertura energetica. Controllare queste chiusure durante la pratica significa avere il totale controllo del corpo, infatti avere un controllo costante su di essi è questione di pratica, sforzo e concentrazione.
I bandha principali sono tre:
Al principio si inizia cercando di controllare uddiyana bandha, il controllo addominale.
Questo controllo è molto importante sia nella pratica che nella vita. E’ un controllo che normalmente abbiamo tutti da bambini e perdiamo crescendo. La cintura addominale è attiva senza essere contratta e mantiene gli organi interni al loro posto. Gli organi intestinali non sono tenuti da nulla ecco perché con l’età tendono a strabordare in avanti, perché manca il controllo addominale, gli addominali hanno anche questo compito.
L’uddiyana bandha serve a renderci leggeri, letteralmente a volare col corpo.
La sensazione che si prova all’inizio è una leggera compressione alla vescica.
bandhaUna volta che ci si è impadroniti di questo bandha si può iniziare a tentare di impadronirsi del bandha principale, il mula bandha. Per chi volesse approfondire esiste un libretto che consiglio vivamente “Mula Bandha – La Chiave Maestra”.
Quest’ultimo è la chiave energetica dello yoga, per il controllo del prana, per il risveglio della kundalini, per il controllo del corpo e della mente. Impadronirsi di esso non è semplice. A livello fisico si inizia contraendo tutta la parte del pavimento pelvico, in pratica contraendo l’ano è la cosa più semplice. In realtà ci si accorgerà dopo poco che è impossibile tenere contratto l’ano a lungo. Infatti bisogna che questa contrazione diventi energetica, più sottile. Per prima cosa si isoleranno le tre parti del pavimento pelvico, fino a quando saremmo in grado di contrarle una alla volta in modo separato.
Bisogna anche considerare che le donne (yogini) e gli uomini (yogi), hanno il mulabandha in due punti differenti:
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Ashwini Mudra è la contrazione dell’ano, ma come potete osservare dalla figura, mula bandha è molto vicino ma è spostato rispetto all’ano e nell’uomo e nella donna non è nel medesimo punto.

Per trovare il punto muscolare di che corrisponde a mula bandha si può, da in piedi, contrarre i muscoli dell’ano, per poi rilasciarli e contrarre quelli che si trovano in corrispondenza dei genitali, poi rilasciamoli e ricontraiamo quelli dell’ano, si può andare avanti, in una sorta di partita a ping pong tra i due muscoli e si può avvertire che in mezzo ai due se ne trova un terzo, proprio nella zona del perineo, attivandolo si inizia ad andare verso mula bandha.

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Mettendo insieme uddiyana e mula bandha si attivano livelli energetici e di controllo superiori, arriveremo a percepire il nostro corpo a livelli molto sottili.
A me personalmente ha molto aiutato la visualizzazione, cercando di immaginare al centro del mio corpo un po’ sotto l’ombelico, mezzo limone col sedere verso il basso e la parte tagliata verso l’alto, l’idea è quella di schiacciare questo limone e il succo spremuto irrorerà l’intero corpo di energia.
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Il terzo è il jalandhara bandha, il controllo della gola. A livello fisico è usato in poche posizioni ma molto importanti come nel cane a faccia in giù – adho mukha shvanasana
In realtà a livello energetico questo chiusura è usata durante tutta la pratica. Non sarà una chiusura fisica, ma piuttosto un controllo mentale su questa zona che si tramuterà in un controllo sottile, dove va la mente va l’energia.

Con gli altri due, l’energia viene trattenuta all’interno del corpo senza farla disperdere a terra attraverso muladhara e viene premuta verso l’alto, con in terzo l’energia, il prana, viene trattenuta ancora all’interno, senza essere disperso verso l’alto, questo porta un enorme quantità di energia all’altezza del cuore, il quarto chakra (anahata) verrà irrorato di prezioso prana.

 

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Ancora più info sui bandha su questa pagina: http://it.ashtangayoga.info/ashtangayoga/basics/energy-bandha/

5 thoughts on “I Bandha

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