il fiore di loto della pratica


Raggiungiamo Tristana quando il movimento e il respiro si uniscono, l’energia trasporta il corpo, apparentemente senza sforzo e il focus si sposta dall’esterno verso l’interno. Ossia: attraverso vinyasabandha e drishti raggiungiamo la dimensione spirituale nella pratica dell’ Ashtanga yoga.

Lo yoga è ciò che non puoi vedere. I vigorosi movimenti dell’ashtanga sono solo la superficie esteriore di un viaggio spirituale interiore.

“Dietro la forza del corpo, esiste un’energia, che è spirituale che ci mantiene in vita. Per poter accedere alla spiritualità, bisogna prima capire la fisicità. Il corpo è il nostro tempio e in questo tempio si trova Atman – Dio.”

– Sri K. Patthabi Jois

Tristana è la chiave per questo lato spirituale dello yoga.

Tristana è il nome per l’unione di vinyasa, bandha e drishti. Solamente quando questo stato è raggiunto, il fiore di loto dell’ashtanga può scoprire i suoi petali. La respirazione Ujjayi è il fondamento del vinyasa. L’allineamento del corpo in un’asana è raggiunto attraverso i bandha. Drishti completa il trio e costruisce il ponte, per portare l’essenza della nostra pratica dal tappetino di yoga alla nostra vita quotidiana.

liberamente tratto da:  www.ashtangayoga.info

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