ASHTANGA YOGA

LA PRATICA TRADIZIONALE DI SRI K. PATTABHI JOIS

Il testo tradizionale, scritto da Pattabhi Jois, sulla pratica è Yoga Mala. Un testo prezioso per risalire alle origini di questa pratica, da molti oggi affrontata secondo rigide visioni. Lo yoga è vivo e come ogni cosa viva cambia e si evolve.

È vero che l’ashtanga vinyasa yoga ha una serie fissa, che lo stesso Pattabhi comunque variava lievemente a seconda dei praticanti che aveva davanti, a seconda della loro flessibilità o capacità fisica, ad esempio a molti praticanti nella prima serie, dopo prasarita padottanasana, faceva fare hanumasana, questo spiega le differenze riscontrabili nelle spiegazioni dei diversi maestri. Il fatto è che nessuno dei praticanti diretti di Pattabhi Jois dovrebbe dire che la serie che il maestro gli ha insegnato è la vera e originale, perché Pattabhi l’aveva insegnata a lui per certe ragioni. Inoltre la pratica è cambiata molto negli anni mentre insegnava Guruji.

Infatti Pattabhi si trovò ad insegnare in principio a pochi alunni tutti i giorni uno, due o tre persone  fino ad avere classi di decine e decine di persone e poi centinaia. Quindi dovette scandire di più i tempi, introducendo i 5 respiri, che in Yoga Mala non ci sono, infatti scrive di tenere ogni postura finché si riesce, tranne in alcune posture dove mette l’esatto numero di respiri (ovviamente le pratiche diventavano molto lunghe).

Questo è un esempio per dire che la rigidità non fa parte della pratica yogica.

tradizionale


Comunque ci sono altri testi molto validi e video, qui vi segnalo Lino Miele e David Swenson i quali hanno fatto dei testi e dei video chiari e semplici. In questi due testi troverete delle differenze sulla prima serie e anche sulla seconda, ripeto non c’è una versione corretta e una sbagliata, ma sono diversi modi di affrontare la stessa cosa.
Un altro testo molto valido con spiegazioni dettagliate è quello di Gregor Mahele.

Lo Yoga è una filosofia di vita che ha nel suo potenziale anche quello di creare un corpo ed una mente fortemente sani.
L’Ashtanga Yoga porta gradualmente a riscoprire pienamente il proprio potenziale a tutti i livelli di consapevolezza umana fisica, psicologica e spirituale. Attraverso questa pratica che unisce una corretta respirazione (Ujjayi Pranayama), le posture (asana) e lo sguardo (dristi) si ottiene un controllo dei sensi ed una profonda consapevolezza di sé stessi. Praticando questa disciplina con regolarità e devozione si acquisisce sicurezza e stabilità fisica e mentale.
Letteralmente “Ashtanga” significa otto livelli che sono descritti da Patanjali come: Yama (astinenza), Niyama (adempimento), Asana (posture), Pranayama (controllo del respiro), Pratyahara (controllo dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione) e Samadhi (contemplazione). Questi livelli si sostengono l’un l’altro. La pratica degli asana deve essere ben eseguita per una corretta ed appropriata pratica del pranayama e rappresenta una chiave di sviluppo dei due livelli precedenti, yama e niyama. Solo dopo aver fermamente radicato dentro di noi questi quattro livelli che possono essere orientati verso l’esterno,  i quattro livelli successivi orientati principalmente all’interno si svilupperanno ed evolveranno spontaneamente con il passare del tempo.
Vinyasa” significa movimento sincronizzato con il respiro, il respiro è il cuore di questa disciplina e collega un’asana all’altro in un ordine preciso. Sincronizzando il movimento con il respiro e praticando Mula e Uddyana Bandha (chiusure) si produce un intenso calore interno. Questo calore purifica i muscoli e gli organi interni eliminando da una parte le tossine e liberando, dall’altra, gli ormoni benefici ed i sali minerali. Questi possono nutrire il corpo se si massaggia il sudore sulla pelle una volta che questo è stato prodotto durante l’esecuzione degli asana. Il Vinyasa regola il respiro e garantisce una buona circolazione del sangue. Il risultato che si raggiunge è quello di un corpo forte e leggero.
Ci sono tre gruppi di sequenze nell’Ashtanga. La Prima Serie (Yoga Chikitsa) disintossica ed allinea il corpo. La serie intermedia (Nadhi Shodhana) purifica il sistema nervoso aprendo i canali di energia. Le serie avanzate A, B, C e D (Sthira Bhaga) integrano la forza e la grazia della pratica e richiedono livelli più elevati di flessibilità ed umiltà.
Ogni livello deve essere pienamente sviluppato prima di passare a quello successivo e l’ordine sequenziale degli asana deve essere meticolosamente rispettato. Ogni postura è una preparazione per la successiva sviluppando la forza e l’equilibrio necessari per andare avanti.
Respiro: La continuità di una respirazione profonda ed uniforme non può essere trascurata nell’Ashtanga Vinyasa Yoga. Quando il respiro nutre l’azione e l’azione nutre la postura, ogni movimento diventa gentile, preciso e perfettamente stabile.
Secondo gli insegnamenti di Sri T. Krisnamacharya e Sri K. Pattabhi Jois “Il Respiro è Vita”. Il respiro rappresenta l’atto più vitale e fondamentale ed aiuta a mantenere l’essenza divina che è in ognuno di noi: l’espirazione è un movimento verso Dio e l’inspirazione rappresenta un assorbimento da Dio. L’azione ultima che si compie prima di morire è quella di espirare, si tratta in effetti di una totale e definitiva resa a Dio.
La Pratica: Si dice che dove non c’è sforzo non ci può essere beneficio. Forza, stamina e sudore sono gli aspetti unici e particolari di questa antica e tradizionale forma di yoga che apparentemente sembra contraddire la visione occidentale dello yoga. Questa pratica richiede sforzo, ma sviluppa una grande energia vitale che circola attraverso il corpo, rafforzando e purificando il sistema nervoso. La mente allora diventa lucida, chiara e precisa, come insegna Sri K. Pattabhi Jois “Dovunque guardi, vedi Dio”. Soltanto attraverso la pratica si realizza pienamente la verità di ciò che il nostro Maestro insegna:
*************
“Ogni cosa è Dio”
*************
E’ importante sottolineare che l’Ashtanga Vinyasa Yoga deve essere praticato solo grazie al sostegno di un insegnante ben preparato secondo la tradizione. Questo per garantire dei progressi sicuri e concreti.

One thought on “La Pratica Tradizionale

Lascia un commento